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Elton John – Tiny Dancer (1971)

In ambito pop non avrei dubbi: l’Elton John degli anni 1970-1976 è stato una macchina da guerra. Melodie bellissime e un output discografico stupefacente per quantità (anche due dischi l’anno!) e qualità. Da non trascurare il contributo del fido paroliere Bernie Taupin, ma in questa carrellata di 33 giri meravigliosi c’è un disco in particolare che forse costituisce la vetta dell’Elton di quegli anni: sto parlando di Madman Across the Water, dove troneggia una terza figura determinante, oltre a John e Taupin.
Questa terza figura si chiama Paul Buckmaster (purtroppo scomparso pochi mesi fa), un maestro degli arrangiamenti che crea tappeti d’archi bellissimi e per nulla scontati, riempiendo con gusto le canzoni e giocando “al gatto e al topo” col pianoforte di Elton.
Uno dei capolavori del disco è la celebre Tiny Dancer, brano dedicato alla prima moglie di Bernie Taupin, che è stato successivamente molto sfruttato a livello cinematografico: oltre a comparire nelle serie Friends e Scrubs lo ritroviamo nel film Quasi Famosi (2000) e nel film Aloha, Bobby And Rose (1975). A voi testo e musica!

Blue jean baby, L.A. lady, seamstress for the band
Pretty eyed, pirate smile, you’ll marry a music man
Ballerina, you must have seen her dancing in the sand
And now she’s in me, always with me, tiny dancer in my hand
Jesus freaks out in the street
Handing tickets out for God
Turning back she just laughs
The boulevard is not that bad
Piano man he makes his stand
In the auditorium
Looking on she sings the songs
The words she knows, the tune she hums
But oh how it feels so real
Lying here with no one near
Only you and you can hear me
When I say softly, slowly
Hold me closer tiny dancer
Count the headlights on the highway
Lay me down in sheets of linen
You had a busy day today
Hold me closer tiny dancer
Count the headlights on the highway
Lay me down in sheets of linen
You had a busy day today
Blue jean baby, L.A. lady, seamstress for the band
Pretty eyed, pirate smile, you’ll marry a music man
Ballerina, you must have seen her dancing in the sand
And now she’s in me, always with me, tiny dancer in my hand
But oh how it feels so real
Lying here with no one near
Only you and you can hear me
When I say softly, slowly
Hold me closer tiny dancer
Count the headlights on the highway
Lay me down in sheets of linen
You had a busy day today
Hold me closer tiny dancer
Count the headlights on the highway
Lay me down in sheets of linen
You had a busy day today

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Queen & David Bowie – Under Pressure (1981)

Rompo il silenzio di questa già torrida estate per ricordare una canzone straordinaria, frutto del talento di cinque grandi musicisti. In realtà la jam session preparata dai Queen non era così promettente – oggi è stata tirata fuori – e non lasciava presagire molto di quel che sarebbe maturato.
Si dice che, in questa straordinaria collaborazione (tutti si ritrovarono in Svizzera), vi siano stati scontri tra le due “primedonne” (Mercury e Bowie), i quali poi si ritirarono in duo (lasciando i restanti Queen) e, in un tour de force compositivo, coadiuvato da alcool e droghe, portarono a compimento una delle canzoni più belle di sempre, basata su un giro ripetitivo di basso, senza una vera e propria strofa e ritornello.

A voi, Under Pressure!

Pubblicato in: Musica d'Altri

Bryan Scary and the Shredding Tears

A giudicare dai post musicali pubblicati finora, rischio di passare come un “felicemente incastrato” nel periodo 1967-1983. Ebbene, confesso di ritenere quegli anni il “periodo d’oro” della musica popolare, tuttavia ascolto anche proposte più recenti, scoperte col mio metodo infallibile: il setaccio degli archivi delle pubblicazioni (RateYourMusic su tutti) seguito da ascolti fugaci che non lasciano scampo (o mi piaci o no).

Tra i miei pallini c’è Bryan Scary, un musicista americano (con diversi album all’attivo negli anni 2000) che sembra avere un juke-box vivente installato nel cervello: la sua musica è un miscuglio di Beatles, Queen, Yes, Electric Light Orchestra e molto altro. Insomma, il sogno incarnato per gli amanti della grande melodia e degli arrangiamenti stratosferici. Sarebbe davvero difficile per me scegliere un brano in particolare, allora ne propongo tre, uno per ciascuno degli album finora pubblicati. A proposito, Bryan, dove sei finito?

Pubblicato in: Musica d'Altri

Anna Oxa – Un’Emozione da Poco (1978)

Era da tempo che volevo postare questo brano, che forse i più giovani non conosceranno (o forse lo conosceranno per averne visto l’interpretazione di Marinelli nel film “Lo chiamavano Jeeg Robot”). Beh, sappiate che per quanto mi riguarda, “Un’Emozione da Poco” si colloca tra i dieci brani più belli in assoluto della musica italiana.
Il ritornello potrebbe fermarsi molto prima, e invece continua, continua, e la melodia sembra non finire mai. E che dire dell’arrangiamento? Magnifico.
Stavo commettendo un errore al momento di postare: per anni ho creduto che l’autore della musica fosse Ivano Fossati. Invece Fossati è autore del testo.
Onore per aver scritto la musica di questo capolavoro va a Guido Guglielminetti, grande bassista, compositore e arrangiatore che ha suonato nei dischi di Battisti, Mia Martini e De Gregori.

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Il Calamaio Elettrico è su Instagram!

Finalmente è disponibile il canale Instagram de IlCalamaioElettrico! Non sarà una copia del blog: WordPress resta e resterà lo spazio privilegiato per gli articoli di scrittura, ma su Instagram, oltre a citazioni delle poesie del blog e di poesie inedite che non compariranno sul blog (!), vi saranno citazioni tradotte in inglese e fotografie originali.
Trovate il canale semplicemente cercando ilcalamaioelettrico nella funzione di ricerca di Instagram oppure, se non avete uno smartphone e/o usate solo il pc, cliccando direttamente sul link:

https://www.instagram.com/ilcalamaioelettrico/

Instagram sarà il trampolino per una pubblicazione e diffusione più veloce e sintetica, mediata dal mezzo fotografico. Vi saranno foto dei miei libri, dei miei dischi in vinile e foto curiose che in qualche modo hanno a che fare con la mia attività di scrittura e anche con la mia vita.

Se non utilizzate Instagram, sappiate che il blog resterà attivo come sempre, qui su WordPress.
A presto, ora vado a visitare i vostri blog!

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Un’Epidemia di Ali (Non Dimenticare i Fiori)

Tutte le voci del mondo
nuotano sommerse
e sul loro dorso di pesce
una pinna altissima e affilata
sfiora le labbra
di cittadini
dritti in giungle di salopettes:
migliaia di Canton Tower umane.
Hanno ali di bandiera
percorse da sangue artificiale,
e giro girotondi (nei bellissimi mondi)
sciolgono le voci
in striature dal contorno veloce.
Impacchettare,
spedire ovunque,
disordinare quel che resta.
Non dimenticare i fiori.
Ci sono fiori
sbocciati dal mare:
questa è la gente
che non può più parlare,
e per parlare
mi apre un cielo in gola.
Dove sono andate,
oggi,
tutte le voci di Tienanmen?
Cosa cercano le mani spalancate?
Piccole ali di Primavera,
scoccate dalla bocca:
sono i Sopravvissuti,
sono solo parole.
Sono solo parole?
Ali di bandiera
strappate
germogliano nei vulcani urbani,
e siano liberi gli uomini,
e siano ondeggianti nei crateri
colmi di fiato-zucchero filato,
le braccia dei bambini,
e dirigano orchestre di pagine vive,
foreste di cuori in ginocchio.
Termineremo questa settimana?
Quant’altra umanità dobbiamo salutare
dall’altro lato della strada?
Piccolissimo uomo
aggrappato all’argine dell’Occidente,
tu – le tue orecchie d’Everest –
senti ancora silenzi
ed ultimi respiri.
Solo i silenzi,
e gli ultimi respiri.

Mauro De Candia ©2018
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