Pubblicato in: Musica d'Altri

Equipe 84 – Mercante Senza Fiori (1974)

Splendido brano tratto dall’album Sacrificio, pubblicato nel 1974 dall’Equipe 84. Coautore della canzone è Gianni D’Errico, di cui avevo già parlato qui. Il testo è un riferimento alla droga, che in quegli anni – dopo una prima fase di sperimentazione priva di effetti negativi – cominciava a mietere vittime. La copertina dell’album Sacrificio, tra l’altro, è una delle più belle di quegli anni.
Non avrei dubbi nell’inserire questa canzone tra le 100 italiane più belle di sempre.

Strade senza tempo, la tua voce ormai nel vento,
un inverno già lontano.
“No, non mi aspettare, mi dispiace devo andare.”
Io cercavo di fermarti.
Quella notte anche Dio mi abbandonò,
lungo il fiume mi lasciò.
Nessuno si fermava, nessuno rispondeva,
la gente si vendeva e c’era chi comprava.
Mercanti senza fiori guarivano i dolori
e anch’io speravo, ma poi sentivo
d’essere morto, d’essere morto, d’essere morto, d’essere morto,
d’essere morto, d’essere morto, d’essere morto, d’essere morto.
Strade senza tempo, la tua voce ormai nel vento,
un inverno già lontano.
Stupide ambizioni, facili emozioni, sai,
non fermare la mia mano.
Nello specchio, mentre parlo sono io,
nella mente torna Dio.
Nessuno si fermava, nessuno rispondeva,
la gente si vendeva e c’era chi comprava.
Mercanti senza fiori guarivano i dolori
E anch’io speravo, ma poi sentivo
d’essere morto, d’essere morto, d’essere morto, d’essere morto,
d’essere morto, d’essere morto, d’essere morto, d’essere morto.

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Pierrot Lunaire – Sotto i Ponti (1974)

I Pierrot Lunaire sono stati un trio di musicisti attivi intorno alla metà degli anni ’70, ognuno dei quali prenderà strade diverse – sempre in ambito musicale – a partire dalla fine del decennio. Solo due album per loro, il primo dei quali è un vero capolavoro in bilico tra cantautorato italiano e folk progressivo. Sotto i Ponti a mio parere è un gioiello e uno dei brani italiani più belli di quegli anni, per connubio testo/musica. Lo sarebbe anche solo per il testo.

Testo e musica

Scende la notte a giocare un po’
con la nebbia intorno a me,
ed io che son sovrano
di mille notti sotto il cielo,
io ho l’universo nella mano.
Eh, tu non riesci più a sorridere
eh, vecchio malato di malinconia…
e al mattino io colgo il sole al primo battito
ed il fiume riflette il volto di quell’attimo
e lo so, sotto a un ponte morirò.
Chiudo i miei occhi all’immensità
che cosa c’è sopra di me?
Vedo l’infinito,
potrei toccarlo con un dito,
il mondo è qui: sono arrivato.
Eh, tu non riesci più a sorridere
eh, vecchio malato di malinconia,
e di notte conto le stelle una ad una
e le vedo correre vicino alla mia luna
e lo so, sotto un ponte morirò.
Eh, tu non riesci più a sorridere
Vera libertà, nuova realtà, altra vita
cosa rimarrà quando arriverai alla meta?
Vera libertà, nuova realtà, altra vita
cosa rimarrà quando arriverai alla meta?
Vera libertà, nuova realtà, altra vita
cosa rimarrà quando arriverai alla meta?
Non so davvero se quel che dico
è giusto oppure falso
e se questa mia vita io l’ho scelta o l’ho subita
come chi fa di ogni sua sconfitta un vanto,
e questa mia grandezza è vera o solo invidia?