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Risposte al TAG: conosciamoci un po’ meglio!

Colgo al volo la nomination di Monique Namie (che ringrazio) per rispondere alle sue domande. Non porrò su altri nuove domande, perché le persone che avrei scelto hanno più o meno già risposto in altri blog.

1. Che cosa fai nella vita reale?
Da ottobre 2017 sono insegnante in una scuola media della Brianza. Tra i miei hobby, la musica (scandagliata con lo spirito del cercatore d’oro, andando a scavare nell’underground degli anni 1967-1983 ma non trascurando sviluppi contemporanei), l’audiofilia e internet. E le storie misteriose (persone scomparse, storie inspiegabili etc.).
2. Sei ordinato/a o disordinato/a?
Il mio disordine = Ordine. Cioè, intendevo: il mio ordine = Disordine 😀
3. Qual è l’oggetto più strano che hai a casa?
Un amplificatore a valvole.
4. Preferisci il cinema o la letteratura?
Non ho preferenze: attualmente direi che le letture poetiche e i film d’annata si dividono il mio interesse.
5. Sei superstizioso/a?
No
6. Città o campagna?
Una via di mezzo: piccolo paese ben servito, con molto verde e pochissimo traffico.
7. Hai un segno particolare che ti contraddistingue?
Appena vado fuori dalla Puglia mi identificano all’istante per l’accento della mia provincia. Ho smesso di contare, a scuola, i vari:”Prof, ma lei parla uguale a Checco Zalone!” 😀
8. Ti piacerebbe diventare famoso/a?
Sì e no. Forse più sì, ma moderatamente famoso. Non vorrei essere una superstar.
9. Quante e quali lingue sai parlare?
Due: italiano e inglese.
10. Hai un animale preferito? Se sì, quale?
Tendo a non avere preferenze tra animali, ma ho un debole per i conigli. Tuttavia dopo la morte di un mio animale domestico, 11 anni fa, ho deciso di non avere più animali.

Soddisfatti? 😀

 

Pubblicato in: Musica d'Altri, poesia

Tito Schipa Jr. – La Città Fatta a Inferno (da “Orfeo 9”, 1973)

Una delle figure più sottovalutate della cultura italiana (non solo musicale, essendosi prodigato anche come traduttore dei testi di Bob Dylan) è quella di Tito Schipa Jr., figlio del celebre tenore Tito Schipa, e a sua volta talento musicale espresso come autore di opere teatrali e cantautoriali.

Il suo capolavoro (Tito scrive tutte le musiche e i testi, e interpreta le parti cantate/recitate da Orfeo) resta l’opera rock “Orfeo 9”, pubblicata nel 1973 su doppio vinile ma già messa in scena qualche anno prima. Stiamo parlando non solo della prima opera rock italiana, ma della prima opera rock rappresentata in assoluto a livello mondiale, il 23 gennaio del 1970 (Jesus Christ Superstar arriverà sul palco solo un anno e mezzo dopo). La copertina del doppio vinile ritrae la celebre immagine di Tito Schipa Jr. con gli occhi chiusi che sembrano aperti, poiché vi sono altri occhi disegnati sulle palpebre.

Si tratta di una versione moderna del mito di Orfeo ed Euridice, dove il ruolo di Orfeo è impersonato dallo stesso Tito, mentre tra gli altri personaggi troviamo talenti all’epoca ancora sconosciuti (Loredana Bertè, Renato Zero). Nell’immagine che segue (tratta da ilquotidianoitaliano.com), Orfeo/Tito con Euridice (l’attrice svedese Eva Axen).

Il contesto è quello di un gruppo di ragazzi che vive nei pressi di una vecchia chiesa sconsacrata, mentre l’obiettivo di Orfeo è quello di riscattare la sua moderna Euridice dall’inferno della droga. Il viaggio di Orfeo sarà anche motivo di riflessione e approfondimento di altre tematiche.

Gli arrangiamenti del disco sono del giovane Bill Conti, che in seguito diventerà celebre per la colonna sonora di Rocky (1976) e nel 1984 vincerà l’Oscar per la colonna sonora di Uomini Veri.

Nel 1973, da Orfeo 9, verrà tratto un film con gli stessi protagonisti e interpreti, recentemente restaurato e diffuso in un triplo DVD celebrativo. Nella foto che segue, Tito sul set del film.

 

Consiglio vivamente a tutti di guardare il film dell’opera, davvero suggestiva e innovativa per l’epoca. A voi uno dei brani più significativi di questo capolavoro, con le riprese del film: La Città Fatta a Inferno, che vede l’intervento (dal minuto 5:00 circa) del giovane Renato Zero nei panni del “Venditore di Felicità”, il quale cerca di trascinare Orfeo/Tito nel tunnel della droga.