Pubblicato in: Musica d'Altri

Bryan Scary and the Shredding Tears

A giudicare dai post musicali pubblicati finora, rischio di passare come un “felicemente incastrato” nel periodo 1967-1983. Ebbene, confesso di ritenere quegli anni il “periodo d’oro” della musica popolare, tuttavia ascolto anche proposte più recenti, scoperte col mio metodo infallibile: il setaccio degli archivi delle pubblicazioni (RateYourMusic su tutti) seguito da ascolti fugaci che non lasciano scampo (o mi piaci o no).

Tra i miei pallini c’è Bryan Scary, un musicista americano (con diversi album all’attivo negli anni 2000) che sembra avere un juke-box vivente installato nel cervello: la sua musica è un miscuglio di Beatles, Queen, Yes, Electric Light Orchestra e molto altro. Insomma, il sogno incarnato per gli amanti della grande melodia e degli arrangiamenti stratosferici. Sarebbe davvero difficile per me scegliere un brano in particolare, allora ne propongo tre, uno per ciascuno degli album finora pubblicati. A proposito, Bryan, dove sei finito?

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Anna Oxa – Un’Emozione da Poco (1978)

Era da tempo che volevo postare questo brano, che forse i più giovani non conosceranno (o forse lo conosceranno per averne visto l’interpretazione di Marinelli nel film “Lo chiamavano Jeeg Robot”). Beh, sappiate che per quanto mi riguarda, “Un’Emozione da Poco” si colloca tra i dieci brani più belli in assoluto della musica italiana.
Il ritornello potrebbe fermarsi molto prima, e invece continua, continua, e la melodia sembra non finire mai. E che dire dell’arrangiamento? Magnifico.
Stavo commettendo un errore al momento di postare: per anni ho creduto che l’autore della musica fosse Ivano Fossati. Invece Fossati è autore del testo.
Onore per aver scritto la musica di questo capolavoro va a Guido Guglielminetti, grande bassista, compositore e arrangiatore che ha suonato nei dischi di Battisti, Mia Martini e De Gregori.